Le Civiche hanno deciso di impostare la loro campagna elettorale secondo lo stile: "Noi siamo un gruppo di persone oneste, trasparenti: gli altri, no". Credo nei due precedenti post (n. 93 e n. 94) di avere dimostrato che le loro modalità di azione non sono diverse da altri o che quanto meno hanno la "memoria corta". Non sprecherò altro tempo con loro: si sentano liberi di continuare nella loro azione di denigrazione. Se è il massimo che sono in grado di fare, sarà interessante saperlo.
Ad oggi io non ho ancora deciso se sarò della prossima campagna elettorale. Come già detto ampiamente, mi sono preso tutto il tempo per riflettere e porrò temi concreti e bene specificati, per potere valutare positivamente un mio impegno. E' sui temi che si deve costruire prima una campagna elettorale e poi il governo della Città, non sullo scontro fazioso di parte. Le campagne elettorale fatte male e con odio, impoveriscono tutti, anche gli avversari.
Ma domani (sarebbe meglio dire già oggi), servirà una Amministrazione capace di aprire canali di dialogo e spirito di collaborazione, perché gli anni che verranno saranno estremamente difficili. La stessa Este sta cambiando, perché segue le dinamiche nazionali: una società che vedrà meno cittadini e sempre più anziani. Se si parte da una campagna elettorale di scontro personale, le ferite non saranno sanabili né rimarginabili.
Cinque anni fa le stesse Civiche lamentavano una campagna estremamente dura nei social. Io me la ricordo benissimo: non ho dimenticato nulla, né i nomi di chi ha scritto né cosa è stato scritto. Proprio perché mi ricordo quello che subito, io non mi comporto nello stesso modo. Così all'utente Facebook Andrea Trive, che non conosco né sono conosciuto personalmente da lui, dico in maniera esplicita e a chiare lettere, e lo dico a lui come ad altri che sono affetti dalla "sindrome Zaramella": io non scrivo nei social da profili anonimi, né ho pagine o gruppi anonimi o celati sotto sigle o anagrammi.
Non ho tempo da perdere: ho una famiglia con tutti i problemi che ogni famiglia deve affrontare; un orto da coltivare; una nuova passione da fare crescere; un lavoro che mi piace e mi assorbe parecchie energie e se deciderò di continuare l'impegno civico per la mia città, lo troverò ma sulle cose serie. Quello che devo dire o scrivere, lo faccio FIRMANDOMI. Il mio stile è questo: fatevene una ragione e vivete sereni, come vivo sereno io.
Carlo Zaramella


Nessun commento:
Posta un commento