Per una volta tanto, hanno detto una verità.
Intitolando la serata "TOGLIAMOCI LA MASCHERA" hanno fatto un'azione di trasparenza: dietro all'ambientalista, ci trovi il comunista! E questa mia non vuole essere un'affermazione denigratoria, ma la presa di coscienza che purtroppo in Italia l'ambientalismo si è ridotto ad essere una costola della estrema sinistra italiana.
Se in Italia e a Este è così, in Europa i Verdi hanno invece riscosso nelle varie tornate elettorali sempre maggiore consenso, grazie alla loro modernizzazione e ai loro contenuti. Almeno l'ambiente, come spazio politico e ideale, non dovrebbe appartenere a nessuno schieramento partitico: deve invece tornare a essere, anche nella nostra Este, un anelito di tutti, una “chiamata in causa” in prima persona di ciascuno di noi, e non un tema strumentalizzato.
I contenuti della “loro” riunione si riducono ad essere contro SESA, punto e basta: contro una società che invece di darsi all'incenerimento dei rifiuti, punta sul recupero e sull'economia circolare; una società che occupa centinaia di persone, con un indotto lavorativo e professionale tra i più importanti nella Bassa Padovana (se non il più importante); una società che sta investendo molto oggi nell'educazione ambientale, soprattutto nel mondo scolastico, con progetti per gli studenti per far capire loro l'importanza della raccolta differenziata. Già in questa loro posizione, c’è una semplificazione di contenuti pericolosa: già così facendo, loro decidono di non affrontare un tema che è invece complesso ed ha tante sfaccettature.
Grazie al fatto che finalmente qualcuno si è tolto la maschera, oggi finalmente si comprende l'operazione, che sta dietro alle "comunità e pagine facebook" laddove si denigrano le persone, i sindaci piuttosto che gli assessori o i consiglieri comunali, senza dare loro alcun tipo di possibilità di replica: come nel mio caso, esemplificativo, dove sono stato "estromesso" con un pretesto, per dare poi libero sfogo a ogni tipo di falsità nei miei confronti.
La coppia Stefania Polo e Beatrice Andreose lancia quindi la sfida elettorale: credeteci, se ne sentiranno di tutti i colori. Ma grazie al loro essersi tolte la maschera, chiariscono l’offerta elettorale della prossima campagna elettorale: qualunque sarà l'esito in termini di voti del primo turno elettorale, o si starà con questa sinistra o si sarà nella parte opposta.
Dico “questa sinistra” perché in tale operazione elettorale si stanno chiamando a raccolta personaggi che hanno orbitato in mondi come "Lotta continua", "Proletari in divisa" e via dicendo.
Non è certo un caso che alla vigilia della tornata elettorale regionale, si annunci una manifestazione, nella quale sono chiamate a raccolta le truppe da fuori città. Come già successo a Monselice ai tempi del sindaco Conte (ve lo ricordate l’assalto al municipio, le occupazioni abusive, ecc.), la sinistra si mobilita utilizzando le formule di sempre: quelle dei Comitati, delle Associazioni e di tutto quello che può essere utile per cavalcare un tema.
Ma io la sfida, quella di “fare politica”, la raccolgo ma proprio fuori dalle strumentalizzazioni partitiche. Perché se non mi riconosco affatto in questa loro strumentalizzazione elettorale, mi interessa invece dare risposte alla Comunità politica di quei cittadini, che sul tema dell’ambiente chiedono riflessione e non strumentalizzazione, verità e non slogan, buon senso e non radicalizzazione.
Proprio sabato mattina mi è stato chiesto un piccolo intervento di presentazione del progetto sull’apicoltura ad una platea straordinaria di bambini e ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti e docenti. Non dobbiamo insegnare nulla all’ambiente, ma dobbiamo soltanto imparare ad ascoltarlo e leggerlo. Con la collocazione di apiari in città e la messa in rete di chi già opera nel mondo dell’apicoltura nel nostro territorio, avremo una bio-immagine dello stato di salute del nostro ambiente, reale e veritiera e soprattutto estranea ad ogni tipo di logica partitica o elettorale che sia.
Carlo Zaramella


Nessun commento:
Posta un commento