mercoledì 10 giugno 2020

76. Navigando nella seconda guerra fredda. Un consiglio di lettura

Era da qualche tempo che non mi rivolgevo alla saggistica. “La seconda guerra fredda” di Federico Rampini (Mondadori 2019) è un libro di cui consiglio caldamente la lettura. Non voglio farne una recensione, ma soltanto limitarmi a qualche accenno: perché è un lavoro di grandissima attualità, che aiuta a capire cosa sta accadendo su scala internazionale e fornisce delle coordinate utili per comprendere che stiamo vivendo una “seconda guerra fredda”, diversa dalla prima ma non meno carica di conseguenze.

Ma non è solo il redde rationem tra le due superpotenze – Stati Uniti d’America e Repubblica Popolare Cinese – l’elemento interessante, ma come questo scontro tra un attore che non vuole perdere il suo primato mondiale e il suo competitor che invece vuole sostituirsi al primo posto della classifica, metta in discussione il nostro “essere occidentali” e apra una sfida al nostro modello di società. Così nel capitolo II del libro di Rampelli si legge: “L’Occidente vive una profonda crisi d’identità, una caduta di autostima. Le liberaldemocrazie hanno perso la fiducia di ampi strati della popolazione […] Un momento chiave di questa perdita di fiducia è stata la grande crisi del 2008-2009, acceleratore drammatico di processi degenerativi già in atto da decenni: l’aumento spaventoso delle diseguaglianze, l’impoverimento delle classi lavoratrici, la finanziarizzazione dell’economia, l’arroganza e l’avidità delle oligarchie del denaro, l’immoralità di troppi politici”. Ebbene, Xi Jinping ha maturato “la certezza che il sistema autoritario è più efficiente della liberaldemocrazia nel governare l’economia e la società”.
Con questo suo libro Rampini guida il lettore a conoscere meglio la Cina, di cui come collettività davvero sappiamo poco. E sono davvero tante le cose che l’autore ci racconta, non solo però del vecchio Impero Celeste ma anche di noi stessi. “Un pezzo delle nostre classi dirigenti è rimasto fermo a un’idea antiquata della Cina, come di una potenza emergente la cui penetrazione commerciale si fonda sul basso costo del lavoro. Troppo ignoranti o provinciali, molte élite occidentali hanno sottovalutato […] gli ultimi dieci anni di forsennata corsa verso la modernizzazione, in cui la Cina si è trasformata in una cosa ben diversa, fino a effettuare il sorpasso sugli Stati Uniti in alcune tecnologie avanzate. […] In quanto alla penetrazione cinese in Africa e America latina, è oggetto di una curiosità superficiale, luoghi comuni, frasi fatte […]” (tratto dall’ultimo capitolo).
Nel leggerlo, le sottolineature sono state tante e tante le nuove letture per approfondire i tanti temi sollevati. Aiuta sicuramente a intuire o immaginarsi come potranno essere gli anni futuri e il mondo nel quale vivremo.

Carlo Zaramella

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