Era da qualche tempo che non mi rivolgevo alla saggistica. “La seconda guerra fredda” di Federico Rampini (Mondadori 2019) è un libro di cui consiglio caldamente la lettura. Non voglio farne una recensione, ma soltanto limitarmi a qualche accenno: perché è un lavoro di grandissima attualità, che aiuta a capire cosa sta accadendo su scala internazionale e fornisce delle coordinate utili per comprendere che stiamo vivendo una “seconda guerra fredda”, diversa dalla prima ma non meno carica di conseguenze.
Ma non è solo il redde rationem tra le due superpotenze – Stati Uniti d’America e Repubblica Popolare Cinese – l’elemento interessante, ma come questo scontro tra un attore che non vuole perdere il suo primato mondiale e il suo competitor che invece vuole sostituirsi al primo posto della classifica, metta in discussione il nostro “essere occidentali” e apra una sfida al nostro modello di società. Così nel capitolo II del libro di Rampelli si legge: “L’Occidente vive una profonda crisi d’identità, una caduta di autostima. Le liberaldemocrazie hanno perso la fiducia di ampi strati della popolazione […] Un momento chiave di questa perdita di fiducia è stata la grande crisi del 2008-2009, acceleratore drammatico di processi degenerativi già in atto da decenni: l’aumento spaventoso delle diseguaglianze, l’impoverimento delle classi lavoratrici, la finanziarizzazione dell’economia, l’arroganza e l’avidità delle oligarchie del denaro, l’immoralità di troppi politici”. Ebbene, Xi Jinping ha maturato “la certezza che il sistema autoritario è più efficiente della liberaldemocrazia nel governare l’economia e la società”.
Con questo suo libro Rampini guida il lettore a conoscere meglio la Cina, di cui come collettività davvero sappiamo poco. E sono davvero tante le cose che l’autore ci racconta, non solo però del vecchio Impero Celeste ma anche di noi stessi. “Un pezzo delle nostre classi dirigenti è rimasto fermo a un’idea antiquata della Cina, come di una potenza emergente la cui penetrazione commerciale si fonda sul basso costo del lavoro. Troppo ignoranti o provinciali, molte élite occidentali hanno sottovalutato […] gli ultimi dieci anni di forsennata corsa verso la modernizzazione, in cui la Cina si è trasformata in una cosa ben diversa, fino a effettuare il sorpasso sugli Stati Uniti in alcune tecnologie avanzate. […] In quanto alla penetrazione cinese in Africa e America latina, è oggetto di una curiosità superficiale, luoghi comuni, frasi fatte […]” (tratto dall’ultimo capitolo).
Nel leggerlo, le sottolineature sono state tante e tante le nuove letture per approfondire i tanti temi sollevati. Aiuta sicuramente a intuire o immaginarsi come potranno essere gli anni futuri e il mondo nel quale vivremo.
Carlo Zaramella

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